San Valentino: una buona scusa per fare shopping!

Ebbene si, oggi parliamo di San Valentino: siete del team “adoro!” o di quello “scettiche”? In entrambi i casi, che vi piaccia o meno, anche San Valentino potrebbe essere una buona scusa per fare shopping.

Ovviamente shopping a tema, quindi via libera a rosso, rosa e cuori, declinati su abbigliamento e accessori.

Ed ecco quindi le mie proposte:

  1. Blusa iper romantica di Camomilla Italia, 79.90 Euro.
  2. Bracciale Nomination con ciondolo a cuore e nappina, 29 Euro.
  3. Decolletè rosse di Bershka con tacco a stiletto e inserto in plexi, 29.99 Euro.
  4. Rossetto rosso Rouge Voluptè Shine di Yves Saint Laurent con packaging a tema, 35.50 Euro.
  5. Sweetheart baked blush della colezione Sweetheart Valentine di Kiko, 11.95 Euro.
  6. Doppia maschera in tessuto da condividere con chi vuoi, H&M, 3.99 Euro.
  7. Orecchini a cuore rose gold di Stroili, 34.90 Euro.
  8. Calzini spiritosi di Primark con fenicotteri e cuori, 3 Euro.
  9. My love story palette viso e occhi di Wycon, 21,90 Euro.
  10. Tracollina di Carpisa, 29,95 Euro.

Vi lascerete intenerire dalle proposte romantiche per San Valentino? 🙂

Il progetto charity di Wycon per Pink is Good

Wycon ciclicamente lancia campagne charity (di beneficenza) legate a progetti spesso già famosi, in cui il ricavato di determinati prodotti viene devoluto a tali enti.

E’ capitato in passato che legasse il proprio nome ad associazioni che, tra le altre cose, inducono le donne a non abortire, e per questo mi ero talmente arrabbiata da scriverci un post di fuoco (questo qui).

Tuttavia, non sono così ottusa da non riconoscere che ci si può redimere dopo uno sbaglio e perciò son qui a parlarvi della nuova campagna charity di Wycon, questa volta che condivido e supporto.

L’associazione coinvolta è Pink Is Good, il progetto di Fondazione Veronesi che dal 2013 sostiene la ricerca contro il tumore al seno. La battaglia contro i tumori purtroppo tocca più o meno tutti noi nella vita (a quanti è capitato di sostenere un amico o famigliare in questa malattia?) e in particolare il tumore al seno è una patologia ancora troppo diffusa tra le donne – si stimano circa 50.000 nuovi casi l’anno. La ricerca ha fatto tanto i questi anni ma è indubbio che c’è ancora tanto da fare.

Oggi, in Italia, ben 8 su 10 di queste donne, a distanza di 10 anni dalla diagnosi, possono guardare alla vita con una nuova luce negli occhi, sul viso, nel cuore: la luce di chi ce l’ha fatta, di chi si sente fortunata, amata, e vuole condividere questa luce con chi le sta attorno. Accendere i riflettori della quotidianità su questa malattia e su chi, ogni giorno, su più fronti la combatte.

Ed è proprio pensando a questa luce che Wycon ha concepito la nuova capsule collection “Be brave. Be bright. Be you.”, un illuminante fluido iper pigmentato in tre diverse tonalità.

L’intero ricavato della vendita dell’illuminante “Be brave. Be bright. Be you.” Sarà devoluto alla Fondazione Veronesi per sostenere in modo concreto la ricerca di medici e scienziati, promuovere l’informazione e incentivare le attività di prevenzione, che ricordiamolo, sono di fondamentale importanza.

L’illuminante fluido è disponibile nelle tonalità 01 Bravery, 02 Audacity e 03 Fortitude, ad un prezzo di 12,90 euro.

Che ne dite, sosteniamo la ricerca contro il tumore al seno?

Psp #71: February

1 . Derma Pure Clinic – Whitening booster mask: maschera koreana in tessuto che mi hanno letteralmente tirato dietro al Cosmoprof, contiene estratti di limone, arancia, riso e olio di semi di jojoba. Mi lasciano sempre stranita queste maschere “sbiancanti” perchè se è vero che nei paesi orientali hanno il culto della pelle diafana, da noi non è proprio così! L’ho trovata molto imbevuta e discretamente idratante.


La consiglio: si
La ricomprerò: no

2 . Sephora – Almoon foot mask: review e inci qui.

La consiglio: si
La ricomprerò: si

3 . Sunsilk – Crema ultra light senza risciacquo: maxi campioncino  che avevo in giro da tempo immemore. Un trattamento leave-in per rendere i capelli  più modellabili e fluenti.. siccome non amo i prodotti leave-in perchè mi appesantiscono troppo i capelli, l’ho usata come maschera lasciandola in posa e poi sciacquandola. Niente di eccezionale comunque, con un pessimo inci tra l’altro.

La consiglio: no
La ricomprerò: no

4 . Cien – Refreshing facial wipes: salviettine struccanti per peli normali e miste con olio di mandorle, vitamina E ed allantoina, adatte anche a trucco waterproof. Le tenevo nella borsa della palestra per struccarmi prima della doccia: hanno sempre tolto qualsiasi trucco, longlasting o waterproof compresi. Ottime!

Le consiglio: si
Le ricomprerò: si

5 . ELF –  Liquid eyeliner argento: lo butto perchè si è seccato, ma non mi è mai piaciuto. Innanzitutto ha un pennellino per l’applicazione che non permette una stesura omogenea del prodotto, poi anche la consistenza non ha mai aiutato, troppo liquido!

Lo consiglio: no
Lo ricomprerò: no

6 . Wycon – eyeshadow base: review e inci qui.

Lo consiglio: si
Lo ricomprerò: no

7 . Sephora – Mascara outrageous curl: minitaglia di un mascara che promette volume e curvatura. Non mi è piaciuto perchè lo scovolino coi dentini non riusciva a separare bene le ciglia e le caricava con decisamente troppo prodotto, appesantendole!

Lo consiglio: no
Lo ricomprerò: no

8 . Elgon Imagea –  Absolute shampoo hairtype 2: shampoo per capeli secchi, colorati e danneggiati. Contiene proteine di quinoa ed estratto di melograno, mentre è formulato senza sls/sles, parabeni, siliconi, petrolatum, peg nè cessori di formaleide. Non mi è dispiaciuto perchè non mi ha irritato il cuoio capelluto ma non mi ha neanche conquistata.

Lo consiglio: si
Lo ricomprerò: no

9 . Lush – Gelatina da doccia Nightwing: gelatina da doccia di Halloween, a forma di pipistrello. Contiene succo di lime e aloe e il profumo ricordava tanto la coca cola 😀

Lo consiglio: si
Lo ricomprerò: si

10 . Mades – Temptation Pure hand&nail cream: crema mani che avevo comprato in Danimarca credo. Contiene estratto di liquirizia, olio di uva e burro di karitè. Mi ha accompagnata dall’inizio del’inverno e mi è piaciuta molto.

Lo consiglio: si
Lo ricomprerò: si

11 . Bottega Verde – Burro corpo alle mandorle dolci: dal momento che ho scoperto tardi che i burri corpo sono decisamente troppo pesanti per la mia pelle, ho finito questo di BV come crema mani, complice il barattolino comodo da tenere in ufficio. Nonostante fosse un burro, non ungeva troppo la pelle e si assorbiva in fretta.

Lo consiglio: si
Lo ricomprerò: no

12 . La corte dei sogni – detergente intimo alla calendula: un buon detergente, delicato, dalla consistenza “gellosa”. Trovato in offerta a credo 1€ da Caddy’s, se ricapita l’offerta lo riprenderò.

Lo consiglio: si
Lo ricomprerò: si

13 . Viviverde Coop – shampoo delicato: contiene estratto i semi di lino e aloe, ed è davvero delicato sulla cute. Per renderlo ancora più delicato, lo diluisco nello spargishampoo. Lava bene e non contiene troppe schifezze, per me è promosso.

Wycon Love Pills… nuovo scivolone del brand?

Sembra che Wycon si diverta a fare figuracce più o meno conclamate. Prima la campagna a sostegno dei centri contro l’aborto (ne avevo parlato qui), poi gli smalti dai nomi un po’ equivoci che hanno scatenato accuse di razzismo, adesso il lancio della capsule collection per San Valentino dal nome Love Pills, pillole dell’amore.

Che c’è di male, vi chiederete.

Se vi interessate di make up da qualche anno, forse questo nome vi ha fatto accendere una lampadina in testa. Era circa il 2012 e un brand americano piccolino ha avuto il suo momento di gloria grazie a degli ombretti super pigmentati… quel brand si chiama(va)…

SUGARPILL.

E oltre a questo nome, aveva come logo un cuore con una croce al centro.

Ora.

Non sarà il logo più originale del secolo, ma se un brand di una certa importanza (perchè ormai Wycon ha conquistato una fetta di mercato non indifferente) decide di lanciare una collezione o un nuovo prodotto, normalmente compie delle ricerche preventive per verificare che quel nome non sia già in uso da un altro brand cosmetico – o peggio ancora, registrato come marchio.

A me cadono veramente le braccia quando vedo queste cose… dimostrano una totale leggerezza nel fare il proprio lavoro, o, a pensar male, un’inqualificabile malafede nel voler far passare un merito altrui per proprio.

Ma ora sono curiosa… qualcuna di voi si ricordava di Sugarpill? 🙂

WYCON: Eyeshadow base

Un prodotto che dovrebbe usare chiunque si trucchi è il primer occhi: non c’è cosa più brutta a trasandata di vedere un ombretto divenuto disomogeneo sulla palpebra o, peggio ancora, che ha fatto quella fastidiosa riga di ‘accumulo’ di prodotto nella piega dell’occhio.

Negli anni ho testato diversi primer, approdando infine e un po’ per caso all’Eyeshadow base di WYCON.

Si tratta di un primer a penna in cui il prodotto fuoriesce da una spugnetta obliqua: la spugnetta presenta un taglio a croce sulla sommità e, ruotando la parte inferiore della confezione, si regola la quantità di primer che si può erogare.

Ammetto che non mi ha conquistata perché ogni scatto della base corrisponde a un tot di prodotto che fuoriesce, e spesso uno scatto solo è poco mentre due sono troppi per entrambi gli occhi. Molto meglio, a mio parere, i tubetti a pressione o con un applicatore da intingere.

Il primer si presenta di colore rosa carne e una volta steso sulla palpebra la uniforma senza risultare troppo evidente. Non ha un odore particolarmente percepibile.

Dalla descrizione sul sito si evince che dovrebbe essere resistente all’acqua: sinceramente non ho provato a testarlo sotto la doccia, ma ho comunque dei dubbi circa la sua tenuta acquatica. Infatti, la mia esperienza con questo primer non è stata idilliaca.

Il problema che ho riscontrato con l’Eyeshadow base di WYCON è che tende a non fissare completamente gli ombretti: la defaillance è tanto più evidente quanto più l’ombretto utilizzato è incline a ‘migrare’. Se l’ombretto di per sé tende a fissarsi, rimarrà saldo al suo posto. Se invece è uno di quegli ombretti che col passare delle ore tende a sbiadire, o a depositarsi nella piega dell’occhio, la tendenza negativa sarà solo in parte arginata, e a fine giornata vi ritroverete comunque con una riga di prodotto piuttosto evidente depositata nella piega dell’occhio.

Nonostante la mia esperienza quindi non sia stata del tutto soddisfacente, continuerò comunque ad utilizzare questo primer, relegandolo a quelle occasioni in cui non ho la necessità di molte ore di tenuta (circa mezza giornata regge, in generale).

Qui sopra potete vedere l’inci, per chi fosse interessato a consultarlo.

Il primer è venduto online e nei negozi fisici a 4,90€. Il pao è di 36 mesi mentre non è indicata la quantità di prodotto contenuta.

Avete provato l’Eyeshadow base di WYCON? Come vi siete trovate? 🙂

WYCON e le campagne anti-abortiste

WYCON ha da poco lanciato la campagna “No more tears” dichiarandola contro la violenza sulle donne,  specie nel periodo più importante della loro vita,  la gravidanza. Per l’occasione ha messo in vendita un prodotto (mascara+eyebrow) i cui proventi andranno al Centro Aiuto Vita dell’ ospedale Buzzi di Milano.

All’inizio ho pensato fosse un’iniziativa lodevole, perché la violenza sulle donne é sempre da condannare.

Poi mi sono accorta che qualcosa strideva. E quel che ho visto mi ha dato molto fastidio.

Centro Aiuto alla Vita. Quelle associazioni presenti negli ospedali e consultori che, tra le altre cose,  fanno pressioni sulle donne incinte per non abortire.

Ora, l’aborto in Italia è un diritto ed è sancito  dalla legge.  Potrete non essere d’accordo ma è legge.  Ovviamente tutti sarete al corrente di quanto sia difficile in Italia esercitare questo diritto, tra tempistiche della burocrazia e schiere di medici obiettori che affollano i nostri ospedali (con percentuali scandalose che vanno dal 70 al 90%).

Sostenere un Centro Aiuto Vita vuol dire sostenere un ente che lotta per far sì che un diritto sancito dalla legge non venga applicato.

L’aborto è un tema delicato, ed è una scelta talmente delicata e intima che è veramente un controsenso che persone terze facciano pressioni per convincere una donna, già in un momento in cui è debole e confusa.

Attenzione anche alle parole che ho evidenziato in grassetto,  che dicono che la gravidanza è il periodo più importante della vita di una donna. Queste parole sono riportate su Fb dall’account WYCON come commento alla foto.

Come se l’unico scopo della vita di una donna fosse fare figli.  Certo, è importante ma non è l’unico scopo.

Siamo quasi nel 2017 e ancora dobbiamo vedere cose del genere, figlie di una mentalità retrograda e chiusa.

Noi siamo le nuove generazioni.  Facciamo sì che qualcosa cambi in questa vecchia Italia.  Diciamo no a campagne di questo genere.

Sono aperta a qualsiasi scambio di considerazioni vogliate fare nei commenti,  visto il tema molto dibattuto.