Talk about: Statement shoes

Oggi richiedo la vostra opinione sulle cosiddette “statement shoes”, cioè quelle calzature che da sole fanno l’outfit.

Mi spiego meglio, parliamo di scarpe particolarmente estrose, colorate o particolari che riescono a rendere speciale anche l’abbigliamento più basic o monotono, proprio perchè attirano l’attenzione rispetto a tutto il resto.

Scarpe del genere non devono necessariamente essere folli, basta anche solo un particolare per renderle ‘fuori dal comune’.

Certo, non è il caso delle fantastiche decolletèes che vedete in foto qui sopra, e che hanno tutte le carte in regola per essere definite “statement shoes”. Si tratta ovviamente di un paio di Louboutin, il modello si chiama Keopump e, a detta del sito, si ispira al mondo egizio grazie alle borchie piramidali.

A me sono piaciuti il velluto cremisi (che Loubutin chiama “fig”, fico), la forma pulita e le borchiette multicolor unite agli strass, che creano una scarpa stravagante ma non importabile.

Se qualcuno volesse regalarmele, costano solo 995€ e si trovano qui.

Cosa ne pensate delle statement shoes, in particolare di quelle che vi ho proposto? 🙂

Talk about: Keychains

Oggi parliamo di… portachiavi.

Può sembrare un argomento noioso ma aspettate a dirlo. Pensateci un attimo: quante volte vi è capitato di regalarne o riceverne (solitamente piuttosto bruttini)?

Tutto questo ha a che fare con la moda perchè da un po’ di tempo tutti i brand hanno inserito nelle loro collezioni di accessori anche i portachiavi. Io stessa ogni anno mi innamoro di almeno una proposta, solitamente firmata Furla.

Ma oggi vi presento il sogno di ogni shoes addicted che si rispetti: il portachiavi a scarpa! E che scarpa, stiamo parlando di decolletées a tacco altissimo, nello specifico le Blade di Casadei.

Queste scarpe dallo stiletto assassino sono il sogno proibito di molte ragazze, e ormai esistono in un’infinità di varianti di materiali, stampe, modelli.

Il portachiavi riproduce il modello classico, la decolleté tacco 12 in vernice. Vista così sembra solida e ben fatta, con dei dettagli piuttosto rifiniti e realistici.

Perchè tutto questo parlare, mi chiederete. E’ presto detto: la cosa che mi lascia perplessa è il prezzo, pari a soli 150€. Avete letto bene, centocinquanta euro. Il sito riporta la dicitura “ottone finitura oro” ma comunque, a mio parere, è follia spendere una cifra del genere per un oggetto che andrà a cozzare ripetutamente con le chiavi e con tutto quello che abbiamo in borsa, probabilmente rovinandosi dopo poco.

Ma ditemi, voi lo comprereste? 🙂

Talk about: trademarks exposed

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In principio fu Moschino,o perlomeno lui è il più famoso: prende un abito o un acessorio e ci piazza su un bel logo (non suo) in bella vista. E più è strano meglio è.

Vi ricordo la collezione a tema McDonald’s o quella con Barbie, per dire.

Ma questo cosa c’entra con l’immagine sopra?

La borsa che vedete è di tal Anya Hindmarch, che Wikipedia mi dice essere una vispa signora inglese di quasi cinquant’anni, che si diverte a creare accessori con decorazioni più o meno assurde. Potete trovarne un buon numero su Yoox. Tra le varie (simboli di lavaggio, batterie, arcobaleni e via dicendo) ho scelto il logo di Carrefour.

L’avevate riconosciuto no? Il logo di un famoso supermercato, che io fino a pochi anni fa credevo rappresentasse una freccia un po’ stramba e poi m’han detto che, in negativo, si vede una C (ditemi che non ero l’unica!).

Mi auguro che la Hindmarch abbia pagato a Carrefour la licenza d’uso, ma comunque non è questo il tema del post.

La domanda è: ma voi indossereste simboli a caso sul vostro abbigliamento? Simboli che non hanno alcuna attinenza coi vestiti e il sentire comune non porrebbe mai su di essi?

Talk about: Office clothes

Riprendiamo con l’anno nuovo anche questa rubrica, in cui di volta in volta cerco di suscitare un dibattito su un determinato argomento perlopiù di moda o beauty.

Oggi parliamo di…. vestiti per l’ufficio.

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Succede che un noioso pomeriggio festivo stavo spulciando i saldi di Asos e mi imbatto nella sezione “abitiper l’ufficio”. Mi dico, cià vediamo se trovo qualche idea da sfruttare visto che mi vesto sempre uguale ultimamente.

Inizio a dare uno sguardo alle varie proposte e ad ogni scrollata di mouse la mia faccia esprime sempre più stupore, vedendo uscire come risultati vestiti del genere di quello che potete ammirare nella foto qui sopra.

Ripetiamo: abiti per l’ufficio.

Qualcuno mi spieghi, vi prego, la strana concezione di ufficio di Asos, che mi propone un maglione lungo/microabito effetto seconda pelle e con le spalle scoperte.

Se io mi presentassi così in ufficio non oso immaginare le occhiate dei colleghi (uomini), i pettegolezzi delle colleghe, senza contare che io in prima persona mi sentirei inadeguata e spaventosamente fuori luogo. Santo cielo, stiamo parlando di un ufficio, un posto di lavoro dove la professionalità e la decenza dovrebbero essere di casa. Ma Asos pare avere un’opinione diversa.

Questo era solo un esempio, ma la stessa selezione di vestiti mi proponeva tubini aderentissimi che poco lasciavano all’immaginazione, pizzi e trasparenze, gonne con spacchi frontali (perchè??) che arrivavano ad altezze molto pericolose.

La domanda quindi è: ma voi vi vestireste così per andare in ufficio?!

Talk about: mascara brushes

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Recentemente sono entrata da Tiger (o Flying Tiger come si chiama ora) per comprare due regalini e, girovagando senza meta fra le corsie, mi sono fermata davanti alla parete con gli accessori beauty.

La mia attenzione era stata attirata da due confezioni con scovolini singoli per mascara, di quelli che si usano quando lo stesso mascara si fa provare ad altre persone. Una confezione aveva degli scovolini classici, tutti uguali, e l’altra invece era quella della foto qui sopra (che poi ho quindi comprato).

I quattro scovolini sono diversi: uno classico, uno cicciottello, uno dalla forma a clessidra e uno strambo con la pallina sopra.

La domanda che vi pongo è: siete dell’idea che la forma dello scovolino dia un effetto finale particolare oppure è solo merito della formula? O messa in un altro modo, lo stesso mascara (la formula liquida) applicato con scovolini diversi dà risultati diversi?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Talk about: Lace-up flats

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Eccoci di nuovo ad un post – discussione: l’argomento che oggi vi propongo sono le ballerine coi lacci / stringhe, anche chiamate lace-up flats.

Ultimamente spopolano sui social, instagram in primis, e i brand dimoda si sono adeguati… colossi del low cost compresi! D’altronde è cosa buona e giusta poter approfittare di un trend senza dilapidare uno stipendio.. e se l’anno dopo non useremo più quei capi ci sentiremo meno in colpa XD

Ordunque, queste ballerine sono anche carine, vezzose e potenzialmente si prestano a diversi abbinamenti. Cosa mi perplime quindi?

Se come me avete il 40 di piede, o giù di lì, capirete bene il problema… già la ballerina in sè è rischiosa, l’effetto pinna è dietro l’angolo, ma signore mie, queste sono A PUNTA. Non c’è scampo. Vietate alle over-38 (di piede). Tristezza, grazie.

Ma ditemi che ne pensate!! 🙂

Talk about: Festa della Mamma

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Festa della Mamma: internet mi dice che quest’anno cade l’8 maggio perchè si festeggia la seconda domenica del mese. Indi per cui che siamo ampiamente in tempo, anzi, in ragionevole anticipo per pensare all’eventuale regalo.

Sì, eventuale, perchè questo è il mio quesito di oggi: voi festeggiate? fate abitualmente un regalo alle vostre genitrici in occasione di questa festa?

Personalmente è una ricorrenza che sentivo maggiormente quand’ero più piccola, crescendo non sono rimasta una da smancerie e quindi snobbo un po’ questa festa.

In ogni caso, per darvi uno spunto vi ho preparato il collage qua sopra: troviamo idee per tutti i gusti e per tutte le tasche. Borse di Coccinelle e di Jadise, skincare di Clarins, make up di Avon, prodotti per il bagno Lush e bracciali con charms Glamulet (ve ne avevo parlato qui, ricordate?).

Talk about: Lavadenti di Lush

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Oggi chiedo la vostra opinione su un prodotto Lush che conosco poco ma di cui sto tanto sentendo parlare: il Lavadenti.

Sono stati recentemente rinnovati e la gamma si è ampliata: in pastiglie o in polvere, pratici per l’uso quotidiano e ideale come soluzione da viaggio. Racchiusi in un flacone 100% riciclabile creato nel pieno rispetto dell’ambiente, sono ricchi di oli essenziali e spezie, per garantire un alito sempre fresco.

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L’utilizzo prevede lo sbriciolare le pastigliette direttamente in bocca o, se il prodotto è già in polvere, il pucciarvi lo spazzolino dentro.

Ammetto la mia perplessità di fronte a questi Lavadenti. Quindi illuminatemi, li avete mai usati? li trovate pratici? 🙂