Black Friday: com’è andata?

Il weekend del Black Friday è finito, possiamo tirare un sospiro di sollievo. La corsa alle offerte è finalmente finita…. AH NO. Oggi è il Cyber Monday e gli sconti continuano. Cosa compreremo oggi?

Se vi pare di leggere un po’ di ironia nel paragrafo sopra, beh, avete ragione: sinceramente tutta questa corsa agli sconti mi ha un po’ messo l’ansia. Soprattutto perchè nella maggior parte dei casi si trattava di percentuali ridicole (15-20%).

Ammetto che nella miriade di offerte che ho visto online e non, ben poche mi hanno davvero solleticato. Ancora meno sono state quelle di cui sono riuscita ad approfittare, ma questa è un’altra storia (vale sempre la regola della Legge di Murphy, ahimè).

Com’è andato quindi il mio Black Friday?

I miei acquisti sono riassumibili in: stivali cuissardes (-20%), che cercavo da un po’ e ho trovato proprio come volevo, col tacco medio-basso e largo per camminare tutti i giorni senza soffrire; trio di Yankee Candles (-20%), che ho acquistato in profumazioni prettamente natalizie per entrare nel mood; make up da regalare a Natale (-30%) approfittando delle spese gratis su Colourpop, a cui ho aggiunto un pensierino per me, ovviamente a prezzo pieno perchè sia mai.. XD

Avrei tanto voluto passare da Benetton, che adoro per i pantaloni e i maglioni, che aveva tutto a -30%, nonchè da Kiabi e Ovs, per qualche camicetta per l’ufficio.. ma indovinate quando sono rimasta senza macchina?? Evviva i meccanici che ti tengono l’auto più del previsto.

Ora, rincuoratemi voi e raccontatemi… cosa avete comprato con il Black Friday? 🙂

Chiuso per ferie!

Ebbene si, le meritate ferie sono arrivate anche per me!

Quest’anno non sono riuscita a programmare post per la mia assenza, ma il 20 si ricomincia col botto 😀

Inoltre, la mia destinazione – Cuba – mi creerà qualche problema di connessione perchè non rientra tra i Paesi inclusi nelle promozioni roaming Vodafone e l’albergo avrà il wifi a pagamento (di dubbia efficacia, tra l’altro), per cui prevedo un detox forzato da internet per una settimana.

Se però dovessi riuscire a scovare qualche wifi funzionante, di sicuro aggiornerò le stories di Instagram, quindi tenete d’occhio il mio account @manu_fashioncat , potrebbero esserci sorprese inaspettate ^^

Dunque auguro buone vacanze a chi di voi sta partendo e… ci risentiamo il 20 agosto!!

Lush presenta il nuovo negozio “naked” a Milano

Un po’ in ritardo rispetto all’evento, vi parlo finalmente dell’apertura del negozio Lush in Via Torino 42 a Milano… o meglio, ri-apertura poiché il negozio è stato chiuso per un po’ di tempo per permettere il completo rinnovamento dei locali sulla base del nuovo concept Lush.

Da sempre Lush promuove uno stile di vita più etico e naturale, limitando gli sprechi e l’inquinamento. Con questo nuovo negozio, Lush si mette completamente “a nudo”, rinunciando a tutti i packaging di plastica (per quanto si trattasse già comunque di plastica riciclata) : tutti i prodotti venduti in Via Torino sono infatti prodotti solidi e nudi.

Non troverete quindi nemmeno gli shampii, balsami, creme e gel doccia in forma liquida, poiché avrebbero comportato l’uso necessario di un imballaggio. Li troverete invece in forma solida, come già da qualche tempo abbiamo avuto modo di vedere su determinate referenze.

Il simbolo di questo nuovo corso (che tuttavia non è ancora chiaro se soppianterà i ‘vecchi’ negozi Lush) è una piccola taratruga verde, dal nome “Turtle”: si tratta di una jelly bomb, cioè di una bomba da bagno che trasforma l’acqua in simil-gelatina e inoltre rilascia piccoli filamenti di alghe agar agar che ricordano la plastica che purtroppo galleggia nei nostri mari. Lush ha voluto così dare un segnale forte per attirare l’attenzione su questo problema e sensibilizzare tutti i suoi clienti sul tema.

Tra i vari prodotti solidi troviamo gli shampii che si arricchiscono di nuove referenze e di un nuovo contenitore che si aggiunge a quelli in latta: si tratta di un contenitore di sughero, davvero bellissimo secondo me, anche perché è utilissimo per assorbire l’umidità del panetto bagnato senza lasciarlo in ammollo!

I gel doccia invece abbiamo già avuto modi di conoscerli in forma solida e ora li troviamo dimezzati, per comodità soprattutto di conservazione. I saponi invece si arricchiscono di nuovi modelli tridimensionali e coloratissimi, grazie all’utilizzo della stampa 3D. I detergenti viso mi lasciano invece un po’ perplessa, perché sono mollicci e non è ancora chiaro come possano essere venduti senza packaging, se non obbligando il cliente a comprare un contenitore di latta.. sono però fiduciosa che da Lush risolvano anche questa piccola insidia 😉

Tirando le somme devo dire che l’idea di fondo è ottima e lodevole, nonché in linea con quello che è sempre stato l’ideale di Lush. Un negozio sostenibile e etico, specie se conosciuto come Lush, può davvero servire per cercare di smuovere le coscienze e sensibilizzare tutti sul grande tema dell’ecologia. E mi raccomando, se passate da Milano fermatevi a dare un’occhiata al negozio, sono sicura che vi piacerà! 🙂

Il progetto charity di Wycon per Pink is Good

Wycon ciclicamente lancia campagne charity (di beneficenza) legate a progetti spesso già famosi, in cui il ricavato di determinati prodotti viene devoluto a tali enti.

E’ capitato in passato che legasse il proprio nome ad associazioni che, tra le altre cose, inducono le donne a non abortire, e per questo mi ero talmente arrabbiata da scriverci un post di fuoco (questo qui).

Tuttavia, non sono così ottusa da non riconoscere che ci si può redimere dopo uno sbaglio e perciò son qui a parlarvi della nuova campagna charity di Wycon, questa volta che condivido e supporto.

L’associazione coinvolta è Pink Is Good, il progetto di Fondazione Veronesi che dal 2013 sostiene la ricerca contro il tumore al seno. La battaglia contro i tumori purtroppo tocca più o meno tutti noi nella vita (a quanti è capitato di sostenere un amico o famigliare in questa malattia?) e in particolare il tumore al seno è una patologia ancora troppo diffusa tra le donne – si stimano circa 50.000 nuovi casi l’anno. La ricerca ha fatto tanto i questi anni ma è indubbio che c’è ancora tanto da fare.

Oggi, in Italia, ben 8 su 10 di queste donne, a distanza di 10 anni dalla diagnosi, possono guardare alla vita con una nuova luce negli occhi, sul viso, nel cuore: la luce di chi ce l’ha fatta, di chi si sente fortunata, amata, e vuole condividere questa luce con chi le sta attorno. Accendere i riflettori della quotidianità su questa malattia e su chi, ogni giorno, su più fronti la combatte.

Ed è proprio pensando a questa luce che Wycon ha concepito la nuova capsule collection “Be brave. Be bright. Be you.”, un illuminante fluido iper pigmentato in tre diverse tonalità.

L’intero ricavato della vendita dell’illuminante “Be brave. Be bright. Be you.” Sarà devoluto alla Fondazione Veronesi per sostenere in modo concreto la ricerca di medici e scienziati, promuovere l’informazione e incentivare le attività di prevenzione, che ricordiamolo, sono di fondamentale importanza.

L’illuminante fluido è disponibile nelle tonalità 01 Bravery, 02 Audacity e 03 Fortitude, ad un prezzo di 12,90 euro.

Che ne dite, sosteniamo la ricerca contro il tumore al seno?

Di fiere, ban cosmetici e vita vissuta

Iniziamo questo lunedì con un post un po’ diverso, un post di vita vissuta che comunque sconfina nel beauty.

Ragionavo l’altro giorno sul fatto che mancano solo 7 giorni al Cosmoprof di Bologna, la fiera dell’estetica più attesa da tutte le appassionate italiane del mondo della bellezza (e dagli operatori del settore, ovviamente). Anche quest’anno ci andrò e ci resterò tutto il weekend, così da potermi godere per bene la fiera senza correre troppo – perchè comunque un po’ di corsa lo si è lo stesso, è talmente grande che non si fa in tempo a vedere tutto.

Anche quest’anno ci andrò con le mie compagne di scorribande dell’anno scorso, Jess, Francy, Fefy e Marty. Spero che la parte logistica si riveli meno difficoltosa dell’altra volta ma sono poco ottimista su questo particolare aspetto XD

Mi collego quindi al secondo argomento di questo post-sproloquio: da circa dicembre, quando ho prenotato tutto il necessario per andare a Bologna, mi sono messa volontariamente in ban cosmetico. Per chi non avesse familiarità col termine, si tratta di un divieto spesso autoimposto di fare qualcosa, nel mio caso di comprare cosmetici: infatti si torna a casa dal Cosmoprof con tonnellate di prodotti nuovi, perciò mi è sembrato ragionevole prepararmi in anticipo e razionalizzare gli acquisti così da non trovarmi con un eccessivo surplus di prodotti (….come se già non ci fosse! ma questa è un’altra storia).

Sono stata molto brava questa volta, non ho mai sgarrato se non per una maschera occhi in limited edition e degli acquistini-ini-ini per le mie donne del Cosmoprof 😀 (ma loro non ne sanno nulla e ora saranno curiose eheheh).

Finiamo con qualcosa che, contrariamente a quanto detto all’inizio, non c’entra con l’ambito beauty 😉

Volevo raccontarvi qualcosa di più sulla mia vita: continuo a lavorare a Milano nell’ambito della consulenza in proprietà industriale (più che altro per quanto riguarda i marchi), continuo ad arrampicarmi sui pali a pole dance e a farmi male (di tanto in tanto) alternando momenti di euforia come quello in foto a momenti di disperazione e frustrazione perchè certe cose continuano a non venirmi… Ah e intanto cerco casa col mio fidanzato, una ricerca che praticamente si è trasformata in un secondo lavoro!

Questi erano dunque degli aggiornamenti vari su di me, la mia vita e il mondo connesso al blog… voi cosa mi raccontate? 🙂

Wycon Love Pills… nuovo scivolone del brand?

Sembra che Wycon si diverta a fare figuracce più o meno conclamate. Prima la campagna a sostegno dei centri contro l’aborto (ne avevo parlato qui), poi gli smalti dai nomi un po’ equivoci che hanno scatenato accuse di razzismo, adesso il lancio della capsule collection per San Valentino dal nome Love Pills, pillole dell’amore.

Che c’è di male, vi chiederete.

Se vi interessate di make up da qualche anno, forse questo nome vi ha fatto accendere una lampadina in testa. Era circa il 2012 e un brand americano piccolino ha avuto il suo momento di gloria grazie a degli ombretti super pigmentati… quel brand si chiama(va)…

SUGARPILL.

E oltre a questo nome, aveva come logo un cuore con una croce al centro.

Ora.

Non sarà il logo più originale del secolo, ma se un brand di una certa importanza (perchè ormai Wycon ha conquistato una fetta di mercato non indifferente) decide di lanciare una collezione o un nuovo prodotto, normalmente compie delle ricerche preventive per verificare che quel nome non sia già in uso da un altro brand cosmetico – o peggio ancora, registrato come marchio.

A me cadono veramente le braccia quando vedo queste cose… dimostrano una totale leggerezza nel fare il proprio lavoro, o, a pensar male, un’inqualificabile malafede nel voler far passare un merito altrui per proprio.

Ma ora sono curiosa… qualcuna di voi si ricordava di Sugarpill? 🙂

Iniziativa KIABI: “Give me 5 for charity”

Conoscete KIABI? Penso proprio di si, ma per coloro che ancora non ne hanno sentito parlare si tratta di un’azienda francese che vende abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambino a prezzi super competitivi per essere sempre alla moda senza spendere un capitale.

Oltre alla vendita, KIABI si impegna in campagne di beneficenza: anche quest’anno ha rinnovato il sodalizio con HUMANA People to People Italia Onlus con la campagna “Give me 5 for charity”.

Il numero 5 non è casuale, anzi, è il vero fil rouge di tutta l’operazione.

  • Give me 5” richiama il tipico gesto del darsi il 5, quando due persone colpendosi la mano sottolineano il fatto di avercela fatta insieme.
  • 5 sono i propri abiti inutilizzati che ogni cliente può consegnare alla cassa, e che andranno a costituire il novo guardaroba dei bambini e dei ragazzi ospitati all’interno della comunità di FATA Onlus.
  • 5 euro è il valore del buono che sarà consegnato a tutti i clienti che consegneranno i cinque capi inutilizzati in cassa, e che potrà essere speso su una spesa minima di 45 Euro di capi appartenenti alla nuova collezione.

Parliamo di date. Potete portare i vostri abiti usati da KIABI dal 18 aprile al 31 maggio 2017. I buoni che riceverete alla cassa saranno invece spendibili dal 18 aprile all’8 giugno 2017.

La fondazione KIABI dunque promuove il riciclo consapevole degli abiti inutilizzati che tutti noi abbiamo in casa, contribuendo nel frattempo a sostenere le famiglie dei paesi in cui il brand è presente.

Si può fare moda anche rimanendo dalla parte di chi si trova più in difficoltà di noi!

E voi contribuirete a questo progetto KIABI?? 🙂

Per maggiori informazioni: http://9nl.de/FP35FP3http://9nl.de/SGEPSGE




2016-2017, bilanci e auguri!

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Questi collage con il relativo hashtag #2016bestnine stanno spopolando sui social ma io ho scelto di condividerlo qui sul blog. Rappresenta davvero bene gli snodi fondamentali dell’anno passato: sport, viaggi, famiglia, lavoro e secondolavoro (il blog e tutto ciò che gli gira intorno).

Oggi è l’ultimo giorno di questo 2016 e, come ogni anno, è tempo di bilanci.

Io vado controcorrente e affermo che l’anno che è appena passato è stato positivo. Certo, non sono mancati i giorni poco felici ma nel complesso, guardando tutto da una prospettiva più ampia, gli aspetti positivi sono stati di gran lunga superiori di quelli negativi.

Previsioni non voglio farne, ma se il 2017 sarà come il 2016 beh… per me sarà un altro grande anno! 🙂

Voglio quindi augurare anche a voi che mi leggete che il prossimo anno sia un grande anno. Che troviate l’amore, un lavoro, un’amicizia speciale. Che troviate una qualunque cosa che vi renda felici.

Perchè lavorare duro per ottenere dei risultati è importante, ma anche un po’ di fortuna non guasta mai 😉

Buon anno!!

Christmas TAG

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In zona Cesarini pubblico questo tag che mi è stato passato da Franci 🙂

La domanda a cui devo rispondere è:

Quali sono le 3 cose che non possono mancare nel tuo Natale?

Ecco le regole:

1- Rispondere alla domanda “Quali sono le 3 cose che non possono mancare nel tuo Natale?”
2- Citare, taggare e ringraziare l’ideatore del tag (Shioren)
3- Citare, taggare e ringraziare chi vi ha taggati (Francimakeup)
4- Taggare a vostra volta almeno 15 blogger -> se vabbè, siamo un po’ fuori tempo massimo mi sa XD

Ecco le mie tre cose:

  1. L’albero di Natale: sarò banale ma senza quello non c’è atmosfera. Il presepe invece ho smesso di farlo diversi anni fa, ma da piccola mi piaceva molto, facevo perfino fare il viaggio ai Re Magi spostandoli periodicamente XD
  2. I biscotti natalizi: mia mamma li ha sempre fatti per poi donarli alle colleghe come regalo. Da un paio d’anni mi son messa a decorarli, in modo non troppo preciso a volte, ma con tanta buona volontà (vedi foto sotto con la renna obesa)
  3. Le luminarie: ogni anno la mia città, e non solo, si riempie di luci e decaorazioni, è una tradizione che io adoro e fosse per me la manterrei tutto l’anno! Danno calore e abbelliscono molto, a mio parere.

Ormai siamo proprio agli sgoccioli… preparatevi, domani sarà una giornata impegnativa (cibooo) XD

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