“Il trucco c’è e si vede”: Beatrice Mautino ci racconta gli inganni della cosmesi

Sarà ormai una decina d’anni che mi occupo del settore beauty per passione e in tutto questo tempo non ho mai smesso di leggere, informarmi e imparare cose nuove, anche tecniche. Così, quando una mia amica mi ha proposto una nuova lettura sul tema non ho potuto che accettare, principalmente perchè molto incuriosita dall’argomento.

Il libro in questione si intitola “Il trucco c’è e si vede” e l’autrice, Beatrice Mautino, è una giornalista scientifica laureata in biotecnologie industriali. Parto subito dicendovi che il libro ha un approccio molto scientifico al mondo della cosmesi ma allo stesso tempo l’autrice ha una scrittura molto scorrevole e dal tono colloquiale che riesce appieno nell’intento di spiegare argomenti anche molto tecnici rendendoli semplici e comprensibili anche a chi non possiede particolari nozioni scientifiche.

Partendo da una casuale osservazione di un prodotto al supermercato, un sapone dichiaratamente “non sapone“, la trattazione procede spedita affrontando argomenti spinosi e dibattuti come i parabeni, i test sugli animali, le mille indicazioni che troviamo sulle etichette, le certificazioni e i fattori di protezione solare.

L’autrice spiega con magistrale chiarezza cosa sono gli ingredienti che leggiamo sulle etichette dei cosmetici, qual è la loro funzione, perchè a volte li si è demonizzati più o meno a ragione, citando ricerche, articoli e studi scientifici svolti su ciascun argomento e proponendosi di andare al di là del clamore mediatico che ciclicamente investe questo o quell’ingrediente (come per esempio i parabeni, l’ Sls o il colorante Pigment Red 57).

Il capitolo sui parabeni mi ha molto appassionato, lo ammetto, perchè finalmente ha fatto chiarezza sulla loro funzione (sono dei semplici conservanti), sui possibili rischi che spesso vengono ingigantiti (viene spiegato perchè, a tredici anni dalla ricerca che ha creato grandi allarmismi sul loro possibile effetto cancerogeno, non sono ancora stati trovati elementi utili ad avere la certezza di questa loro possibile caratteristica) e su quanto il marketing marci sopra alla loro demonizzazione per inserire nelle etichette claim che ne escludono la presenza, tacendo però l’inserimento di ingredienti con analoga funzione che presentano però altre controindicazioni (spesso il prescelto è l’ imidazolidinil urea che è stato riconosciuto come cessore di formaldeide).

Un altro capitolo molto interessante parla delle protezioni solari. Voi la conoscete la differenza tra Uva e Uvb? Io ammetto che non ero molto preparata ma ora so tutto: gli Uva costituiscono la maggior parte dei raggi solari che arrivano sulla nostra pelle, non ci fanno scottare ma penetrano in profondità la pelle, stimolano la formazione dei radicali liberi e inducono mutazioni cellulari che aumentano il rischio di sviluppare tumori. Gli Uvb invece sono meno del 10% dei raggi che ci colpiscono e sono i responsabili delle scottature perchè si fermano nello strato superficiale della pelle.
In tutto ciò, il filtro solare contenuto nelle creme (Spf 10/15/20/30/50) si riferisce agli Uvb, ai raggi che ci fanno scottare (ma che non danneggiano le cellule in profondità). Se sulla confezione c’è scritto che la crema è anche anti Uva, è stato calcolato che il numero riferito al fattore di protezione va ridotto a un terzo: se ci spalmiamo un Spf 30, questo livello di protezione sarà valido per gli Uvb, mentre saremo protetti per gli Uva come se avessimo messo solo la crema con Spf 10. Chiaro quindi perchè è assolutamente necessario mettersi la crema, mettersela spesso e con un fattore alto?

Ovviamente le informazioni contenute nel libro sono molte di più e tutte molto interessanti. Lo scopo del libro non è convincerci ad aderire a scuole di pensiero tendenti da una parte o dall’altra, ma renderci consumatori consapevoli meno attratti dai claim pubblicitari altisonanti e più attenti al reale contenuto dei cosmetici, fornendoci basi (seppur sommarie) per ragionare con la nostra testa e acquistare in modo ragionato ciò che ci viene presentato dalle case cosmetiche.

Avrete dunque capito che questo libro mi è piaciuto molto perchè mi ha fornito stimoli e punti di vista a volte diversi da quelli a cui ero abituata; lo consiglio senza alcuna riserva a chiunque sia almeno un minimo appassionata del mondo cosmetico e voglia approfondire qualche aspetto controverso della materia per acquisire una nuova consapevolezza nelle proprie scelte di acquisto quotidiane.

Titolo: “Il trucco c’è e si vede”
Autrice: Beatrice Mautino
Editore: Chiarelettere
Prezzo: 15 euro

10 risposte a "“Il trucco c’è e si vede”: Beatrice Mautino ci racconta gli inganni della cosmesi"

  1. Dev’essere molto interessante questo libro, io sono appassionata di makeup e cosmesi eco-bio e non . Se non sbaglio l’autrice del libro ha una canale su youtube… Penso che acquisterò il libro!

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  2. Questo libro è nella mia wishlist per il 2018, la tua recensione mi ha appassionata tantissimo e non vedo l’ora (finita la sessione estiva) di dedicarmi con attenzione a questo interessantissimo libro!

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