Riflessioni sparse sul “second hand”

Ci stavo pensando proprio l’altro giorno: complice il momento economico non proprio felice e la quantità enorme di cose che ognuno di noi possiede, il mondo dell’usato (“second hand” per dirla all’inglese) negli ultimi anni gode di molta fortuna. Le mode passano in fretta, la tecnologia continua ad evolversi e la corsa al nuovo non si ferma, con conseguente desiderio di disfarsi di ciò che magari si è comprato poco tempo prima.
In tutte le città si possono trovare negozi specializzati in questo genere di commercio ma io voglio parlarvi del mondo online.

Sicuramente tutti conoscete Ebay (versione classica e versione Annunci), ma tenete presente che esistono anche altri canali di vendita! Prendiamo depop (app per smartphone): la grafica è simile a quella di instagram, ogni utente ha una propria pagina in cui esporre i propri oggetti, ciascuno corredato di descrizione e prezzo. I pagamenti sono facili e immediati tramite Paypal – che è forse il miglior metodo in tema di protezione dell’acquirente. Spesso vi si trovano in vendita vestiti e accessori in ottime condizioni e a prezzi davvero stracciati.

ebay

 

Se mirate ad accessori di marca non posso non consigliarvi di fare un giro su FB: esiste il gruppo specializzato Pinkcorner (qui) in cui si vende e compra solo merce di un certo valore. Paura dei falsi? state tranquille, nel gruppo sono presenti delle figure (le autenticatrici) che controllano scrupolosamente tutto ciò che c’è in vendita: se qualche prodotto risulta contraffatto o c’è un dubbio sulla sua originalità non ne viene autorizzata la vendita.

pink

 

Vi ho parlato di questi tre canali di vendita perchè li ho sperimentati in prima persona; vi faccio qualche esempio su Ebay ho venduto un paio di sandali di Jimmy Choo e ho comprato uno smartphone Samsung, su Depop ho venduto degli stivali Primadonna e ho acquistato una borsa Coccinelle, su Pinkcorner ho comprato una borsa Liu Jo.
Tutto rigorosamente di seconda mano ma in ottime condizioni.

bAlla fin fine gli accorgimenti da adottare per restare soddisfatte sono sempre gli stessi: chiedere al venditore più foto possibili, da più angolazioni, ovviamente nitide e con buona luce; chiedere tutti i dettagli, come tipo di materiale e misure; assicurarsi dell’eventuale presenza di difetti per poterne valutare l’effettiva rilevanza.
Il discorso ‘difetti’ è personale nel senso che ciascuno ha un livello di accettabilità diverso: io per esempio ho valutato che la presenza di una riga di penna lunga 2 cm ma seminascosta dal manico (la intravedete nella borsa Coccinelle) non mi desse particolarmente fastidio. Poi certo è da valutare anche in relazione al prezzo che andrete a pagare: se vi dicessi quanto ho speso per quella borsa, considerato che è in vera pelle e di un buon marchio probabilmente non ci credereste XD

Insomma, il buon senso è d’obbligo, come in tutti i campi.. e con un po’ d’accortezza potreste fare veri affari 🙂 Raccontatemi le vostre esperienze!

 

 

11 thoughts on “Riflessioni sparse sul “second hand”

  1. Non ho mai comprato nulla da questi siti, non per mancanza di fiducia ma perché non è mai capitato! La vedo come te, perché in effetti se ti fai fare molte foto della merce e l’altra persona è corretta, non capitano brutte sorprese 🙂

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